Mi fa sempre un gran piacere quando Angelo Calderone, il mio edicolante di fiducia, alias Punto e Virgola, mi chiama per dirmi che c’è un libro per me, specie se questo libro è di Rosalino Granata. Significa che per qualche ora avrò il piacere di accostarmi alla scrittura garbata e allo stesso tempo impegnata su importanti temi sociali, di uno scrittore che stimo.
La nuova fatica dell’autore di origine castelterminese “Guido e il mobbing” è uscita quest’anno per la collana “Storie di vita” di PAV edizioni.
Guido viene trasferito per esigenze di servizio e per tre mesi dal deposito “Portone” al deposito “Trapani”. Accetta il trasferimento per venire incontro al suo capo ufficio che in precedenza lo ha aiutato. Nel nuovo stabilimento lavorerà col turno fisso in serale. Incontrerà delle difficoltà con i nuovi colleghi. Non si capiranno, e il gruppo dei “seralisti” capeggiato dall’ispettore Sigismondo, un po’ per ignoranza, un po’ per cattiveria e un po’ per invidia, attuerà nei suoi confronti un mobbing asfissiante. Guido non capirà il loro atteggiamento. Cercherà in tutti i modi di resistere, grazie all’aiuto della sua ragazza, di sua sorella e del suo amico Piero.
L’ambientazione ci restituisce una Torino magica ma al contempo realistica, fatta di “Toretti”[1], linee ferrate e no, percorsi all’interno della città che sembra quasi di vivere veramente. I personaggi sono ben delineati e si integrano alla perfezione nella linea narrativa.
Da “Guido e il mobbing” emerge come il mondo del lavoro, che dovrebbe essere un luogo di serena crescita, di realizzazione personale e soprattutto di collaborazione, può trasformarsi in un incubo a causa del comportamento scorretto di colleghi e superiori (bossing, argomento trattato nel precedente romanzo). Dalle pagine del suo ultimo lavoro, Granata riesce a fare affiorare con chiarezza la gravità della violenza psicologica di cui Guido è vittima, che si manifesta attraverso atti vessatori: turni stressanti, piccole e grandi vendette, mezzi non manutenzionati alla perfezione e anche atti discriminatori. La salute mentale di Guido viene messa a dura prova e anche il clima aziendale ne risente. Per fortuna Guido ha le sue ancore di salvezza, la ragazza, la sorella e l’amico Piero… il resto vi consiglio di scoprirlo da soli.
“Guido e il mobbing, collana “Storie di vita” di PAV edizioni.
L’autore
Rosalino Granata nasce ad Agrigento nel 1972 e si trasferisce a Torino nel 1996. Con il diploma di “Perito Meccanico” inizia a lavorare in fabbrica, successivamente è autista per il Gruppo Torinese Trasporti.
Con i suoi “haiku” inediti, negli ultimi tre anni, ha partecipato a vari concorsi ottenendo lodevoli risultati; inoltre ha vinto delle “menzioni speciali” e degli “attestati”, le sue poesie sono state pubblicate su una ventina di “antologie” di diversi Premi Letterari.
Romanzi: “Mizzica; Torino!” Panda Edizioni; “Guido, il tranviere” Aletti Editore; “Gli haiku e la sclerosi multipla” Aletti Editore; “Guido, la Società Segreta e il Bossing” PAV Edizioni
(2021); “Diverse maschere” PAV Edizioni (2023). Raccolte di poesie: “La voce colorata delle stagioni” Aletti Editore.
Concorsi e racconti inediti: “Il libro dell’eterna sapienza”, selezionato dal Premio Letterario 2023 “Come non uccidere i sogni”; “Natale in trincea”,
Terzo posto al Premio Letterario Internazionale “18 Maggio” 2021; “Mai più un derby”, selezionato dal Premio Letterario Oceano di Carta 2021 e pubblicato sull’antologia ” Vendere cara la pelle”; “I diversi”, selezionato dal Premio Letterario 2022 “10 scrivo… tu mi leggerai?” e pubblicato sull’antologia del Premio.
https://pavedizioni.it/prodotto/guido-e-il-mobbing
[1] Con il nome di Toretti vengono identificate le fontanelle pubbliche di Torino. Di colore verde scuro e caratterizzate dalla testa del toro da cui fuoriesce l’acqua, sono disseminate in tutta la città e ne sono ormai divenuti uno dei simboli.
