
Durante la premiazione degli Europei Under 23, gli atleti elvetici si girano durante l’inno israeliano. Un gesto simbolico che ha radici profonde nella storia della protesta civile.
Un gesto silenzioso, ma potentissimo
Durante la premiazione dei Campionati Europei di scherma Under 23 in Estonia, la squadra svizzera, vincitrice della medaglia d’argento, ha scelto di non voltarsi verso la bandiera israeliana durante l’esecuzione dell’inno nazionale.
Il gesto – apparentemente semplice – ha un significato chiaro: dissenso politico, espresso attraverso una forma di protesta non verbale e pacifica.
Perché voltarsi di spalle?
Dare le spalle in un contesto ufficiale rompe la norma della frontalità e del rispetto cerimoniale. È una forma di protesta visiva che comunica rifiuto, disapprovazione o critica morale, senza bisogno di parole.
Negli ultimi decenni è diventato uno strumento di resistenza silenziosa, molto usato in contesti pubblici per attirare attenzione su tematiche etiche e politiche.
Una tradizione che parte da lontano
Il gesto di voltarsi per protesta non nasce oggi. Ha radici che affondano nei:
- Movimenti studenteschi e pacifisti degli anni ’60 e ’70, dove studenti si voltavano durante discorsi istituzionali per protestare contro guerra e razzismo.
- Olimpiadi di Città del Messico del 1968, dove accanto al famoso pugno alzato di Tommie Smith e John Carlos, altri atleti si voltarono per denunciare la discriminazione razziale.
- Proteste parlamentari: in varie democrazie, rappresentanti dell’opposizione hanno voltato le spalle a capi di Stato per rifiutarne la legittimità morale.
- Attivismo contemporaneo, dai movimenti LGBTQ+ fino a studenti americani che si girano durante l’inno per denunciare il razzismo sistemico.
Una forma di dissenso moderna
Nel contesto sportivo, voltarsi durante un inno rappresenta una dichiarazione: non è contro gli atleti, né contro lo sport, ma contro una politica o una scelta istituzionale.
Nel caso degli schermidori svizzeri, è chiaro il messaggio: una critica alle politiche dello Stato israeliano, in un momento in cui la guerra a Gaza e le tensioni internazionali sono al centro del dibattito.
Il potere del silenzio
In un’epoca in cui tutto passa dai social e le parole volano, un gesto silenzioso e composto può avere un’eco ancora più profonda. Dare le spalle diventa un’immagine potente, capace di diffondersi, generare riflessione e aprire dibattiti.
