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Casteltermini, di spalle in Piazza Brodolini

Mi sono seduto. Di spalle.
Non per ammirare il panorama — quello ormai lo ammirano solo le mosche, le bottiglie di plastica mezze schiacciate e le altre lurdìe simili — ma per lanciare un messaggio forte e chiaro: basta!

Basta erbacce in Piazza Brodolini, ché ormai hanno chiesto la residenza.
Basta sacchetti di plastica, che si riproducono più dei conigli.
Basta bottigliette, che sono più vuote di certi discorsi in campagna elettorale.

Mi sono seduto di spalle, sì, ma non per arrendermi — ormai sarebbe inutile spiegarlo — ma per ignorare simbolicamente i politici che, da Pasqua (quando avevo fatto un’ironica segnalazione) a oggi, non sono riusciti a dare pulizia e decoro alla “aiuola” di Piazza Brodolini.

Mi hanno detto di rivolgermi all’assessore al verde pubblico…
Nel frattempo, le erbacce si sono seccate e sono diventate gialle.
Che faccio, mi rivolgo all’assessore al “giallo pubblico”?

Ogni giorno vedo questo pezzo di verde diventato discarica e mi chiedo: ma i nostri rappresentanti dove guardano?
Nessuno di loro passa mai da Piazza Brodolini? Non ci credo…

E allora, cosa mi resta da fare?
Mi siedo. Dandovi le spalle. Per protesta.
Per dire: finché voi fate finta di non vedere, io vi do esattamente ciò che meritate… le spalle.

Non urlo, non lancio pietre, non imbratto muri.
Al massimo, schiaccio un cartone della pizza abbandonato lì da mesi, in quella piazza che ormai è diventata patrimonio UNESCO del degrado.

La mia è una protesta civile: mi giro di schiena a chi dovrebbe risolvere questi problemi, ma preferisce fare altro. Tipo controllare se l’indennità questo mese è arrivata puntuale.

Parliamoci chiaro: oggi, in Italia, protestare è diventato uno sport estremo.
Con il nuovo Decreto Sicurezza, basta poco: se protesti per il genocidio in Palestina sei un sovversivo, se alzi un cartello sei un disturbatore, se parli troppo sei un pericolo pubblico.

E allora io cosa faccio?
Mi siedo. E sto zitto. Ma di spalle.

Mi sono informato: non esiste ancora il reato di “spalle offensive”.
Ma non cantiamo vittoria: potrebbero sempre infilarlo come emendamento nascosto tra “emergenza cinghiali” e “incentivi ai tombini asfaltati”.

E così resto qui.
Circondato da bottiglie vuote, cartacce, erbacce e silenzio istituzionale.

Con la speranza che qualcuno — magari un politico — capisca il messaggio.

Un’ultima cosa, a proposito di sicurezza:
se malauguratamente dovessero prendere fuoco le erbacce dell’aiuola, le macchine posteggiate tutto attorno correrebbero seri pericoli, e con esse tutti gli abitanti di Piazza Brodolini.

Questo degrado è inaccettabile. Non lasciate questo problema… alle spalle. Grazie.

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2 commenti su “Casteltermini, di spalle in Piazza Brodolini”

  1. michelangelo salamone

    Caro Prof. Nigrelli, che tristezza , le sue parole piene di verità e di rabbia, purtroppo rimarranno nel vuoto. Vivere a Casteltermini con questo silenzio assordante , fa paura. Un solidale abbraccio.

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