Sono sovrappeso, se qualcuno non ci dovesse credere vi confermo che sono sovrappeso, non foss’altro per tutte le volte che me lo sento dire, inoltre in ogni occasione me ne danno il triste annunzio la bilancia, le mie ginocchia, la schiena, il medico curante, la cardiologa, le sedie di plastica, mia moglie, i miei figli e i parenti tutti.

Che fare? 

Mangia di meno e cammina! 

Camminare?

Di questo voglio parlarvi… delle camminate.

Di solito nelle mie camminate parto da casa mia, in piazza Brodolini, verso Marvello, il giro di boa lo pongo subito dopo quella bella cattedrale nel deserto che in molti chiamano “l’albergo”, quindi prima che la discesa verso Cozzo Disi incrudelisca ritorno. Diecimila passi, 7 Chilometri circa. Diecimila passi incontrando gli altri (con)dannati del “Girone dei panzoni”. Ci conosciamo tutti, siamo più o meno sempre gli stessi e siamo sempre più panzoni. Ci siamo attrezzati di materiale tecnico: maglie, scarpe, tute; ci diamo aria di grandi sportivi, ma siamo solo dei “panzoni”. Fortunatamente esiste Decathlon e le sue misure a prova di panzone! Siamo gente che le 500 calorie bruciate con 10.000 passi le recupera nei 10 minuti di attesa che l’acqua per la pasta bolla: in quei 10, dico 10 minuti, ingurgitiamo di tutto, pasta del giorno prima, carne della sera, pane duro, salumi, scatolame, croccantini del gatto… di tutto! Siamo gente dallo spuntino facile, dall’assaggio prolungato e ripetuto, dalla fame inestinguibile. Gente che da Natale all’Immacolata successiva dà la colpa della propria panza alle feste, alla pignolata, all’estate, alla cubaita, ai matrimoni, alla pasta di san Calò, tutti colpevoli cospiratori che attentano alla nostra linea.

Poi arriva il senso di colpa, guardiamo le scarpe che abbiamo comprato per le passeggiate, decidiamo che quello è l’ultimo gelato a pezzo e via verso la strada di Malvello…

Ma non si salva nessuno? Qualcuno si salva, il mio amico Giacomo per esempio. Lui è uscito definitivamente dal “Girone dei panzoni”, sfoggia un fisico invidiabile e una volontà inossidabile. E gli altri?

Gli altri con alterne fortune, in stile zampogna, gonfiamo e sgonfiamo, alternativamente. In certi periodi dell’anno capita che uno di noi panzoni sia particolarmente motivato, i segnali sono: passo continuo e spedito; scelta di allenarsi in solitario; dimagrimento repentino e palese. Finalmente lo vedi uscire dal blob della panzoneria, come un uomo che si è liberato da una sostanza appiccicosa che gli avvolgeva tutto il suo corpo. Si sente libero e leggero.

Dura poco… il demone panzone e lì che ci aspetta con un sorriso sornione, ci lascia fare. Jeans aderenti, magliette e camicie slim fit, occhio di sfida lanciato a quelle enormi che sono rimaste nell’armadio. Poi cominciano gli “strappi” e le autogiustificazioni: uno sgarro ogni tanto serve a dare motivazione; stasera non ceno; la birra si suda…

Dall’inferno del “Girone dei panzoni” ci ritroviamo nel paradiso degli aperitivi del Cocoa e del Movida: l’insalatina viene sostituita dal salatino, la bevanda energetica dallo spritz, le verdure spezza fame dai prelibati stuzzichini.

Cominciano le domande imbarazzanti e la dissimulazione. Se ci chiedono se abbiamo preso qualche chilo, urliamo NO! Non vieni più a camminare? Faccio un altro giro…

Senza rendercene conto il demone panzone ci ha preso per la gola! Nel primo periodo continuiamo a indossare i vestiti del dimagrimento, anche se i jeans li facciamo entrare con il calzascarpe e i bottoni della camicia sono tirati tipo catapulta, che se ne parte uno finisce a Sutera. Infine, finalmente rassegnati riprendiamo le vecchie comode camicie, i vecchi jeans, soddisfatti che ancora ci stanno un po’ grandi.

Rassegnati torniamo al “Girone dei panzoni”, siamo stati risucchiati…

Gli altri panzoni ci attendono, ci salutano allegri e assolvendoci si assolvono.

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